CoopUPBo IV: iniziamo! Il riassunto del primo incontro su proposta di valore e identità

Il 25 ottobre è iniziata ufficialmente la quarta edizione di CoopUP Bologna, il percorso di  formazione, incubazione e networking promosso da Confcooperative Bologna Kilowatt in collaborazione con Emil Banca e Irecoop Emilia Romagna, con il contributo della Camera di Commercio di Bologna,.

16 le idee di impresa coinvolte, sia gruppi neonati che realtà costituite, appartenenti ai settori più disparati (educazione, arte, sociale, turismo ecc.), che saranno impegnate fino a gennaio in 12 appuntamenti, suddivisi tra giornate di formazione e incontri MrWolf, gli ormai celebri format di problem setting collettivo, durante i quali una delle realtà del percorso viene analizzata da mentor e professionisti esterni – i MrWolf appunto – che provano a risolverne i problemi.

Ecco qua i protagonisti di questa IV edizione:

  • BackBo: sistema di valorizzazione di packaging monouso ed educazione all’economia circolare, tramite laboratori open source accessibili.
  • Bologna Social Brewery: birrificio artigianale nella periferia di Bologna che genera formazione e inclusione professionale.
  • DADA: piattaforma di raccolta fondi a sostegno di idee e progetti di studenti o laureati sotto ai 30 anni dell’università di Bologna o di uno dei campus regionali.
  • DAS: spazio di produzione artistica-culturale nel distretto della Manifattura; un luogo dinamico in cui verranno ospitati esperimenti artistici, prove, produzione e post-produzione audio-video, workshop e laboratori educativi e formativi.
  • Emiliodoc: rivista dedicata al mondo del documentario con particolare attenzione alla produzione emiliano-romagnola. Il fine è quello di creare un contenitore di approfondimento su varie tematiche con cui l’utente possa interagire.
  • KidUp: una piattaforma dove i genitori possono noleggiare e riciclare i vestiti dei propri figli.
  • Mammabox:  Gift card di servizi dedicata alle mamme.
  • Officina Immaginata: Etico, un negozio di abbigliamento che faciliti l’incontro tra gli artigiani e i produttori etici e sostenibili ed i cittadini imolesi e che inoltre possa dare lavoro a persone svantaggiate.
  • Green Flamingo: sviluppo di software e videogiochi e consulenza nell’ambito della gamification.
  • IT.A.CÁ Festival del Turismo Responsabile: trasformare il Festival in una piattaforma di servizi di turismo responsabile.
  • Clon_E: creare uno spazio che agisca come connettore tra diverse comunità artistiche e culturali; il progetto mira alla condivisione di esperienze creative, attività, nuovi linguaggi sperimentali, con un coinvolgimento e una interazione attiva con il pubblico.
  • Not in my waste:  dare vita ad uno shop, in primis online e seguentemente fisico a Bologna, che venda prodotti in linea con la filosofia impatto zero.
  • IT Cares: favorire la diffusione dell’accessibilità (in particolare rispetto alle necessità di non vedenti ed ipovedenti) attraverso l’utilizzo di app native Android ed iOS fruibili da tutti in ugual modo, create direttamente e autonomamente dal cliente senza particolari competenze tecniche grazie alla suite di strumenti PharoSuite.
  • Linkato project: piattaforma che offre lo spazio web in cui elaborare e condividere programmi di vocational training, progettati attingendo al contributo intellettuale di aziende, professionisti e docenti, accomunati dalla passione per la formazione professionale.
  • Bolorentals platform coop: piattaforma cooperativa di proprietà condivisa tra proprietari, affittuari e istituzioni locali, che intende raccogliere e concentrare gli annunci in un unico luogoper facilitare l’incontro tra domanda e offerta di affitti.
  • Time for IT:piattaforma online che raccolga l’offerta turistica che non rientra nei circuiti canonici, permettendo ai viaggiatori di vivere le destinazioni in modo più intimo e autentico.

Abbiamo iniziato definendo cos’è CoopUP Bologna, sottolineando quello che differenzia questo percorso di incubazione dagli altri, ossia una combinazione di approcci e metodi che Kilowatt ha sviluppato e personalizzato nel corso degli anni:

  • community organizing: coinvolgimento della community nella progettazione in modo da renderla partecipe e responsabilizzarla
  • design dei servizi e arte relazionale: coinvolgimento dell’utente nella progettazione per sviluppare insieme un processo creativo collettivo
  • approccio imprenditoriale a impatto: idee di impresa e progetti che abbiamo un impatto, generino cioè un cambiamento sociale o ambientale
  • approccio bossless: non esiste un capo, ma la leadership è distribuita a seconda delle situazioni
  • incubazione di ecosistema: non è una incubazione individuale, ma collettiva che mira a attivare connessioni di rete tra i partecipanti e tra la rete di partner

Dopo una prima introduzione di Gaspare sul design dei servizi (quando nasce e perchè), siamo passati all’argomento principale di questo primo appuntamento, invitando i partecipanti a riflettere su due elementi che sembrano scontati, ma in realtà non lo sono: la proposta di valore e l’identità.

Cosa offro al mio pubblico? Perchè dovrebbe scegliere il mio prodotto o servizio? Cosa mi contraddistingue dagli altri?

Durante il primo esercizio, ogni team è stato invitato a riflettere sulla propria idea/attività descrivendo cosa NON è, perchè, come spiega Gaspare, per la semiotica il valore si dà per differenza.

Abbiamo poi costruito la mappa valoriale di CoopUP 2018: ogni gruppo ha descritto il proprio progetto utilizzando due parole chiave poi posizionate su un cartellone, tenendo come punto di riferimento quelli degli altri. Alla fine del percorso questo esercizio verrà ripetuto per capire cosa è cambiato e come.

Uno dei punti centrali di CoopUPBo è, come ripetiamo da anni, verificare che l’identità percepita dall’interno sia percepita anche dai propri pubblici. A questo proposito, abbiamo proseguito l’incontro analizzando come si crea il valore di un prodotto o servizio:

  • rendendolo accessibile a pubblici più ampi (come Ryanair che, abbassando i prezzi, ha dato la possibilità a sempre più persone di volare);
  • utilizzando la marca come status / esperienza di acquisto (pensate ai prodotti Apple);
  • risolvendo un problema specifico (per esempio Tutored);
  • riducendo i rischi;
  • ascoltando sempre le evoluzioni del proprio target.

Una volta definito il proprio valore, è necessario costruire una proposta di valore, cioè capire se se quello che è interessante per me è interessante anche per i miei utenti, tenendo presente che: 1) il valore è soggettivo, corrisponde alle percezioni degli utenti, 2) è legato all’unicità e al modo in cui si risponde a un bisogno, 3) il valore sociale supera l’azione diretta: l’imprenditoria sociale supera le aree di interesse specifiche degli imprenditori (disabilità, educazione, questioni di genere, ambiente, ecc.) abilitando le società a migliorare nel complesso.

Infine, abbiamo introdotto il Value Proposition Canvas, strumento che serve a rappresentare graficamente la proposta di valore del proprio prodotto/servizio in relazione ai diversi pubblici di riferimento. Il Value Proposition Canvas serve a chiarire chi sono i propri interlocutori, i propri utenti o beneficiari e i loro bisogni e metterli al centro: perciò la proposta di valore è pensata per il cliente/beneficiario finale.  È importante ricordarci che le proposte di valore cambiano a seconda del segmento di clientela perciò non ne esiste una sola, ma diverse, legate ai pubblici che ho.

Il prossimo appuntamento è giovedì 8 novembre e sarà diviso in due momenti:

  • dalle 14,30 alle 17,30: seminario (aperto solo ai partecipanti al percorso) su l’idea di impresa e il modello di business
  • dalle 18,00 alle 20,00: primo appuntamento MrWolf (aperto a tutti) dedicato alla value proposition (qui l’evento Facebook)

Per informazioni, scrivete a coopupbo@confcooperative.it.

Vi ricordiamo anche il gruppo Facebook CoopUP Bologna.

Di seguito, le slide degli interventi.

 

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